giovedì 13 novembre 2008

Non gli basta mai


I politici padani che scorrazzano tra le aule parlamentari di Roma Ladrona sembra abbiano deciso di sfogare le proprie peggiori pulsioni sul tema che ha qualificato negli anni la Lega Nord come 'il partito della sicurezza': la lotta all'immigrazione.
Un giorno mi piacerebbe che i vari Cota, Maroni, Castelli e compagnia bella spiegassero come il cittadino possa sentirsi più sicuro di fronte alle continue restrizioni imposte in ogni ambito della vita di una persona immigrata. Ci dovranno spiegare, un giorno, come le due cose possano essere correlate. Ma dovranno soprattutto capire, un giorno, che restringendo i canali legali di ingresso e permanenza nel nostro paese non si risolve il problema dell'immigrazione clandestina, per questi energumeni il padre di tutti i mali, ma non si fa altro che aumentarlo, dal momento che il bisogno che sta a monte della decisione di migrare resta tale e quale.
Ma vaglielo a spiegare agli artefici della tolleranza zero(per gli altri...).
Del Ddl 733 ho già parlato in un post precedente. La Lega ha presentato degli emendamenti che verrano discussi e votati in aula. Ritornano delle proposte normative che erano state accantonate in Commissione: ecco un breve elenco.

Blocco dei flussi di immigrati per due anni - Porte chiuse all'ingresso di stranieri in Italia per i prossimi due anni, prendendo come scusa addirittura la crisi che ha colpito l'economia mondiale. Il blocco impedirebbe l'ingresso regolare di extracomunitari nel territorio nazionale sulla linea di quanto prevede di fare la Spagna.

Permesso a punti anche per chi è già in Italia - Sarà esteso anche a chi ha già un regolare permesso di soggiorno l’“Accordo di integrazione” il cui funzionamento sarà disciplinato da un regolamento del Governo entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge. E' il famoso permesso a punti che è già presente nel ddl per gli immigrati che devono sottoscrivere il permesso di soggiorno. Mi preme sottolineare la totale discrezionalità del Ministero nel porre in che modo e per cosa i punti andranno sottratti.

No al volto coperto in luoghi pubblici - Divieto di circolare per strada o farsi vedere in luoghi pubblici con il volto coperto. La proposta prevede, comunque, che sia consentito l'uso del velo o di un foulard anche per le foto dei documenti, «purché non nasconda completamente il volto». Per evitare di nascondere pericolose terroriste...

Obbligo di dimora ai clochard - Anche il domicilio dei senza fissa dimora, se passerà l'emendamento, dovrà essere accertato come avviene per tutti i cittadini. Non si tratta della fattispecie della “dimora abituale” ma di non consentire più ai clochard di avere solo un domicilio “virtuale”. Quindi oltre alla schedatura prevista dal ddl, che avrà conseguenze sulla iscrizione nei registri anagrafici e sul diritto a ricevere determinate prestazioni sociali e sanitarie, anche questa proposta paradossale. Un come la geniale idea della multa di 500 euro per chi mendica per strada...

“Risarcimento” a Lampedusa - Uno stanziamento di due milioni di euro per Lampedusa a titolo di “compensazione” e per il mantenimento del centro di primo soccorso e permanenza dell'isola, meta di continui sbarchi di immigrati. Ovviamente tutto a posto con la Libia, che, nonostante gli accordi presi e i soldi dati, non ha nessun interesse a impedire alle navi di disperati di salpare.

I clandestini pagheranno la Sanità - I migranti irregolari dovranno pagare ogni prestazione sanitaria, comprese quelle di pronto soccorso, come i cittadini italiani pagano il ticket. Il medico sarà obbligato a denunciare i migranti irregolari.
Ritorna così la norma che era stata accantonata in Commissione e che aveva scatenato le ire del mondo dell'associazionismo e di chi lavora quotidianamente in quest'ambito. La modifica dell'art. 35 del TU sull'immigrazione (D.Lgs 286/98) avrebbe come conseguenza effettiva la negazione del diritto alla salute ai clandestini, che mai avrebbero il coraggio di presentarsi dal medico per farsi curare, rischiando appunto la segnalazione. Si tornerebbe alla situazione di qualche hanno fa, quando la scarsa conoscenza delle norme frenava molto irregolari a rivolgersi ad un dottore. Questo nonostante la nostra Costituzione preveda che il diritto alla salute sia un diritto fondamentale dell'individuo (e non del solo cittadino), e nonostante i problemi per la collettività derivanti dal fatto che migranti non si possono far curare adeguatamente.
Inoltre si cerca di abolire le cure gratuite agli indigenti, altro principio previsto dalla Costituzione all'art. 32, prevedendo il pagamento di tutte le prestazioni. Sarebbe lo stravolgimento dell'art. 35 del TU, che afferma che: "3. Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presìdi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Sono, in particolare garantiti:a) la tutela sociale della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane, ai sensi della L. 29 luglio 1975, n. 405, e della L. 22 maggio 1978, n. 194, e del decreto 6 marzo 1995 del Ministro della sanità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, a parità di trattamento con i cittadini italiani; b) la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176; c) le vaccinazioni secondo la normativa e nell'ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni;d) gli interventi di profilassi internazionale;e) la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventualmente bonifica dei relativi focolai.
4. Le prestazioni di cui al comma 3 sono erogate senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani.
5. L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano.
6. Fermo restando il finanziamento delle prestazioni ospedaliere urgenti o comunque essenziali a carico del Ministero dell'interno, agli oneri recati dalle rimanenti prestazioni contemplate nel comma 3, nei confronti degli stranieri privi di risorse economiche sufficienti, si provvede nell'ambito delle disponibilità del Fondo sanitario nazionale, con corrispondente riduzione dei programmi riferiti agli interventi di emergenza. (ci ho fatto la tesi su sta roba!)

Residenza decennale per case popolari - Gli stranieri regolarmente in Italia dovranno dimostrare di avere un'anzianità di residenza di almeno 10 anni per accedere ai bandi di assegnazione delle case popolari. Il criterio di assegnazione delle case diventerebbe così la nazionalità e la residenza, e non tanto lo stato di bisogno in cui ci si trova, con evidente rischio di discriminazione.

Si può notare come orami la morsa che stringe gli immigrati in una condizione ulteriore di precarietà e vulnerabilità non è fatta solo nei confronti degli irregolari, soggetti ormai senza diritti, ma anche nei confronti di chi lavora e soggiorna regolarmente in Italia, e che quindi potrebbe essere considerato cittadino a tutti gli effetti visto il contributo che dà alla società.
Sono moto di speranza le parole di Napolitano, che ha definito, come se ce ne fosse bisogno, gli immigrati come una "risorsa per il nostro Paese".

Ma a quanto pare non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

alla prossima, ilbaglio

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