
Il primo post di questo nuovo spazio riguarda i fatti di Piazza Navona. Non solo perchè questi ultimi hanno occupato ampio spazio sui mezzi stampa, ma perchè, a modo loro, smascherano ancora una volta l'incompatibilità della politica e dell'informazione mainstream con la ricerca della verità, esercizio piuttosto in voga ultimamente.
Infatti ci si è molto concentrati su quanto successo nel pomeriggio, con gli scontri tra i militanti di estrema destra del Blocco Studentesco, ricondcibili a Casa Pound, e studenti universitari di sinistra insieme ad esponenti dei centri sociali. Quello che però troppo spesso ci si è dimenticati, anche a causa della scarsità di immagini, è quanto successo la mattina, sempre in Piazza Navona, dove studenti medi che stavano manifesando pacificamente sono stati a più riprese aggrediti dai fascisti del Blocco, che cercavano di guadagnare la testa del corteo. Ma andiamo con ordine.
Il 29 ottobre si vota al Senato la conversione in legge el Decreto 137, il cosiddetto decreto Gelimini, che ha suscitato in queste settimane proteste generalizzate da parte del mondo studentesco e dell'insegnamento, di tutti gli ordini, a causa dei tagli a pioggia che colpiscono l'università e la scuola pubblica e a causa della reintroduzione, dopo decenni, del maestro unico alle elementari, cone le conseuguenza che qusta scelta potrà avere nella gestione dei tempi di lavoro e di educazione in ogni famiglia
La protesta si concentra in Piazza Navona, cda cui si può accedere alla piazza anitstante il Senato , dove da giorni ci sono sit-in di protesta da parte degli studenti, genitori e insegnanti. I giornali hanno molto battuto sulla presunta protesta bipartisan, che coinvolgerebbe anche estudenti di estrema destra.
La mattina del 29 però le carte di scoprono. Dopo la definitiva approvazione della legge, gli appartenenti al Blocco caricano, cinghie alla mano, gli studenti medi presenti nella piazza, provocando due feriti. Di queste scene, che sono state la miccia di quanto è successo più tardi, ci sono poche immagni, tratte dal tg2 e da flickr, che però danno dimostrazione di quanto fossero pacifiche le loro intenzioni. Nonostante il tg2 si l'unico ad avere mandato in onda queste riprese, è allucinante il commento del giornalista, secondo cui questi sarebbero "personaggi sconosciuti", che si "sarebbero dileguati", quando si vede benessimo che sono sempre loro (si riconsce il nostro amico "Francesco" con la camicia a righe, che riincontreremo più avanti.) Dei pestaggi della mattina avevamo la tesimonianza di un giornalista di Repubblica, Curzio Maltese, che aveva visto con i propri occhi quanto stava avvenendo, e di una professoressa di tedesco che aveva assitito picchiare i propri studenti. il bilancio e di due feriti portati entrambi all'ospedale.
Le fotografie di Flavia Fasano sono un'ulteriore dimostrazione di ciò.
Questa è la premessa necessaria a tutto quello che è avvenuto dopo, con l'arrivo dei collettivi di sinistra dalla Sapienza, informati degli abusi avvenuti la mattina, e degli scontri che ne sono seguiti, questi sì ampiamente documentati da ogni angolazione. C'è da sottolineare ancora una cosa in riferimento a ciò: quelli del Blocco sono armati di tutto punto, con bastoni tracolori (addirittura) estratti dal famigerato camioncino bianco, e sono in posa a falange davanti alle telecamere, e si sprecano gli inviti a "restare in linea" e a non rispondere a provocazioni. Atteggimaneto a favore di telecamera ovviamente, smentito nei fatti da quanto successo la mattina. Dall'altra parte, gli studenti dei collettivi arrivano con i caschi in testa, ma a mani nude, e la dimostrazione di ciò è che prendono, per offendere, le sedie del povero bar a fianco. Non voglio giustificare nessuno, ma i fatti sono questi. I collettivi entrano in piazza con l'intento di cacciare quelli di destra e caricano per primi, trovandosi di fronte gente armata di bastoni.
E le istituzioni in tutto ciò: politicamente, il governo ha dato tutta la colpa, ovviamente, ai collettivi di sinistra, omettendo appositamente quanto successo la mattina, causa scatenante di tutto il resto. Su l'Unità (pg.12-13) di oggi, sembra addirittura che dagli ambienti di polizia si voglia invitare il governo a non incendiare gli animi con ricostruzioni lacunose dei fatti, e si afferma come l'importanza sia da dare a quanto successo la mattina. Nemmeno la polizia però ha dimostrato di saper bene gestire la situazione: gli abusi del mattino sono stati del tutto tollerati, Maltese fa riferimento a frasi di funzionari che si riferiscono alla "difesa dei nostri" (una certa continuità tra i reparti della celere e la detsra nera sono noti ai più), di fronte all'arrivo del corteo della Sapienza, e una funzionario chiama amichevolmente Francesco uno dei leader del blocco invitandolo ad allontanarsi. Personalmente non credo molto alla teoria dell'infiltrato (il ragazzo in maglietta blu, che tra l'altro ha smentito); invece mi sembra più chiaro che gli scontri, da qualche parte si sono voluti e sono stati fatti accadere, e qualcuno era anche pronto, militarmente, a questa evenienza.
Fortunatamete le immagini di TUTTO quello che è successo ci sono, anche se solo Repubblica ne ha dato risalto. Chi ha orecchio per intendere, intenda e si faccia un'idea.
Per aiutarvi mi va di nominare il Senatore a vita Cossiga, che, in uno dei suoi pochi momenti di lucidità, ha dato una "nuova" chiave interpretativa nella gestione dell'ordine pubblico, presente e passato:''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno'', "Lasciar fare gli universitari Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''. ''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri'', ''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale - ha continuato - Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. ''Soprattutto i docenti - ha sottolineato - Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'.
alla prossima, ilbaglio




Nessun commento:
Posta un commento