
Cerco di fare un po di chiarezza. Anche perché, nei post precedenti, ho sbagliato anche io a mettere dei riferimenti.
Ieri, nel post, ho analizzato le disposizioni previste dal nuovo decreto legge approvato dal Cdm, che sono un passo indietro dell'esecutivo rispetto alla riforma dell'università per come era stata annunciata settimana scorsa. Sono previsti, per il 2009, nuovi fondi per l'assunzione dei ricercatori (150 milioni per gli atenei virtuosi e spostamento del turn-over del 50%), per gli atenei migliori (5% del FFO), per il diritto allo studio (135 milioni di euro per i 180.000 idonei a ricevere una borsa di studio), per le nuove strutture (65 milioni di euro).
Il quadro resta comunque critico per il 2010, nel quale entreranno in vigore i tagli previsti dalla Finanziaria del 2009, la famigerata legge 133 approvata il 6 agosto. Documenti alla mano, come ho già avuto modo di sottolineare, i tagli più consistenti li subisce il Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO), per il funzionamento degli atenei, le spese di professori, ricercatori e personale non docente e per l'ordinaria manutenzione delle strutture universitarie e della ricerca scientifica. Dal momento che è un taglio riguardante le spese del personale, l'entità dei tagli è inserita nell'art.66, comma 7 e 13, che riguarda il blocco del turn over e le modalità di attuazione. La sforbiciata al Fondo fa registrare un taglio progressivo che dai 702 milioni di euro nel 2010 raggiunge nel 2011 gli 835 milioni di euro. Tutta colpa dei tagli alla tabella C della Finanziaria, legati, a partire dal 2010, alla riduzione lineare del 6,85% degli stanziamenti in ossequio al decreto Ici e a una ulteriore riduzione lineare di 30 milioni di euro imposta dal decreto Alitalia. Lo studente paga quindi le promesse elettorali del Pdl.
Questi sono i tagli che già esistono e su cui qualunque riforma si dovrà confrontare. Gli investimento previsti per il 2009 dal decreto legge approvato ieri rischiano di essere davvero piccola cosa di fronte agli ulteriori tagli previsti dal ddl per il bilancio per il prossimo anno, alla voce 'Istruzione Universitaria', che si possono vedere nella tabella sopra. Questo ddl rischia di passare senza alcun emendamento alla Camera, anche Fini ha affermato ieri che sarebbe una soluzione politica deprecabile mettere la fiducia su questo provvedimento, a maggior ragione, aggiungo io, vista la ulteriore diminuzione di risorse che prevede per le Università: le riduzioni più forti contenute nel ddl di bilancio per il 2009 sono concentrate nel programma sistema universitario e formazione post-universitaria, che scende verticalmente da poco più di 8mila milioni di euro a 6.496,5 milioni nel 2011 (meno 1.645,5 milioni di euro). Negli importi assegnati dal ddl bilancio per il diritto allo studio, dove si concentrano i fondi per borse di studio, prestiti d'onore, contributi per alloggi , residenze e collegi universitari e attività sportiva, si registra un calo che supera il 60% nel 2011 rispetto alle previsioni assestate 2008.
Ci sarà da vedere come coniugare questi ulteriori definananziamenti, che riguardano anche settori del diritto allo studio, con le misure approvate ieri. Si prospettano scintille. Anche perché gli unici soldi che il premier ha promesso di restituire, dal momento che sono state una 'sua disattenzione', sono i 140 milioni tagliati alle scuole private cattoliche.
Silenzio di tomba su tutti i tagli di ogni grado dell'istruzione pubblica.
Staremo a vedere.
alla prossima, ilbaglio
fonte: il Sole24Ore




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