
Nelle provinciale salita sul carro del vincitore che in questi giorni contraddistingue le dichiarazioni bipartisan dei politici nostrani, c'è anche chi ha avuto il coraggio di dire, come Gasparri, che in Italia avremmo già il nostro Obama, e sarebbe ovviamente Berlusconi.
Stufo di sentire frasi buttate al vento senza uno straccio di motivazione plausibile, andiamo a vedere se un'affermazione del genere può stare in piedi.
Innanzitutto l'aspetto anagrafico: il nostro presidente ha la bellezza di 72 anni e, sebbene non sia un dinosauro della politica come Veltroni, è già in campo dalla bellezza di 14 anni. Obama di anni ne ha 47 e ha giurato da senatore federale nel 2005. Da noi sarebbe improbabile che un novellino della politica, anagraficamente parlando, possa ambire ad arrivare alla Presidenza del Consiglio.
L'ingresso di Berlusconi in politica ha coinciso con la nascita dell'era delle cosiddette leggi ad personam, cioè delle leggi che hanno influito favorevolmente sugli interessi personali del premier, specialmente quelli giudiziari, dal momento che i processi a cui è stato sottposto il Cavaliere sono 17, 5 ancora in in corso e 12 conclusi (solo 3 assoluzioni nel merito, di cui 2 con formula dubitativa, 2 processi sono finiti con l'assoluzione perché il fatto non costituisce più reato, dal momento che l'imputato se lo è depenalizzato, 2 amnistie e 5 prescrizioni, per attenuanti generiche e per riduzione dei tempi di prescrizione che i sui berluscloni hanno approvato per legge).
Obama non è stato imputato in nessun processo, forse in America hanno l'abitudine di non candidare alla carica più alta gente coinvolta in processi e poi garantirgli l'impunità. Sembrerebbe un pelo sconveniente.
A ciò aggiungiamo che il premier nostrano ha il controllo di 5 delle 7 principali reti televisive nazionali: 3 sono sue (mediaset), rai1 e rai2, almeno per l'informazione, sono ampiamente sbilanciati a favore del governo, come ha affermato l'Agcom qualche settimana fa.
Obama, da quando è in politica, ha adottato provvedimenti che vanno a favore delle classi sociali più disagiate. Da senatore dell'Illinois Obama aiutò a realizzare degli sgravi fiscali sul reddito per favorire le famiglie a basso reddito, lavorò su una legge che aiutava i residenti che non si potevano permettere un'assicurazione sanitaria, e aiutò a promuovere leggi per aumentare la prevenzione dell'AIDS e programmi di assistenza. Inoltre, grazie all'esperienza per essere stato avvocato a difesa dei diritti civili a Chicago, creò una legge che obbliga tutt'ora la polizia a registrare gli interrogatori nei confronti di criminali punibili con la pena di morte, e ha favorito una legge che richiede alle assicurazioni di coprire le mammografie di routine.
Al Senato federale il suo primo disegno di legge è stata la "Legge per l'aumento delle borse di studio universitarie Pell", mantenendo una promessa elettorale (strana abitudine...), aumentando l'ammontare massimo di borse di studio "Pell Grant" per aiutare studenti di famiglie a basso reddito a pagare le rette universitarie. Obama svolse un ruolo attivo nello sforzo del Senato per migliorare la sicurezza dei confini e le riforme sull'immigrazione, sulla riduzione delle armi di distruzione di massa, tra cui anche le armi convenzionali e ha invocato, durante la 110° legislatura, la fine di "ogni pratica che faccia pensare ad un cittadino ragionevole che un politico deve qualcosa ad un lobbista" ( uno che fa affari). Proprio come il nostro...
La differenza diventa ancora più evidente se andiamo ad analizzare i punti principali del programma di Obama in confronto con quanto fatto dal il premier italiano fino ad adesso.
Per affrontare la crisi economica Obama propone sgravi fiscali alle famiglie con redditi bassi (sotto i 75.000 dollari l'anno), l'aumento delle tasse per chi ne percepisce più di 250.000 e la creazione di un fondo d'investimento di 50 miliardi di dollari per rimettere in marcia l'economia e salvare dalla disoccupazione più di un milione di americani. Incentivi alle imprese che assumono ed esenzione della tasse per i pensionati con redditi più bassi. L'obiettivo finale sarebbe quello di un programma di recupero del salario sociale e garantire l'assistenza sanitaria a tappeto, in un Paese da sempre legato alle assicurazioni private a discapito della gente più povera.
Berlusconi, dopo gli aiuti alle banche insieme al resto dell'UE, per fronteggiare la crisi finanziaria invitava i risparmiatori a non vendere nessuna azione e anzi investire i propri risparmi in aziende sane, tra cui Medaset, che è sua. Dopo aver sempre rifiutato l'intervento dello Stato nell'economia come residuo bolscevico, non ha avuto problemi a fare marcia indietro di fronte allo sfacelo dell'economia di mercato. Nessuna misura sarà presa, per ora, a favore delle famiglie, come ha confermato ieri, per ora solo aiuti minimi alle piccole e medie imprese, relativamente al pagamento dell'Iva. In compenso taglia pesantemente l'istruzione pubblica di ogni ordine e grado.
Dal punto di vista ambientale, Obama riconosce la centralità dell'ambiente, come priorità assoluta e non come variabile dipendente dall'economia. Prevede l'accelerazione dei negoziati multilaterali per il 'dopo Kyoto', per una politica globale, che coinvolga tutti i Paesi, per prevenire per quanto possibile i cambiamenti climatici.
Dal punto di vista delle politiche energetiche, Obama promette un taglio delle emissioni di anidride carbonica dell'80 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990 e una veloce uscita dalla dipendenza del petrolio. Tutto ciò grazie al cambiamento del paradigma energetico che non rinuncerà al nucleare, ma darà priorità alle energie rinnovabili.
Il governo italiano attuale ha creato un mezzo caso diplomatico nel rifiutare l'accordo già preso a Marzo in ambito UE, che ha preso la siglia 20-20-20, ovvero il raggiungimento del 20 per cento della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20 per cento dell'efficienza e un taglio del 20 per cento nelle emissioni di anidride carbonica. Traguardi da raggiungere tutti entro la data del 2020. Questo perchè penalizzerebbe troppo le imprese italiane, mettendosi però dalla parte dei paesi del'Est Europa, che pur di crescere economicamente sono disposti a metere in second piano l'ambiente. Il che a mio modo di vedere è abbastanza significativo rispetto allo stato di salute dell'economia italiana. Il caso si è creato perché l'Italia avrebbe fornito cifre false rispetto ai costi per giustificare questa scelta.
Inoltre la settimana passata ha visto prendere le prime decisioni, ancora embrionali, relativamente al ritorno del nucleare civile, anche se non ci sono adeguate garanzie di sicurezza e di smaltimento adeguato delle scorie, calpestano il referendum del 1987 con i quale il popolo itlaliano si dichiarava contrari alla presenza di centrali nucleari sul suo territorio.
Sempre relativamente al'ambiente, Berlusconi ha detto che le grandi infrastrutture, tipo il Corridoio5 per la TAV, verrano realizzate anche con la forza, a scapito sia dell'ambiente sia di chi protesta contro l'inutilità di queste grandi opere.
Altre sfide di Obama riguardano la politica estera, nella quale è previsto il progressivo disimpegno dall'Iraq e l'impiego di ulteriori forze in Afghanistan, coniugando la sicurezza con i rispetto dei diritti umani, sia negli USA che all'estero. Cominciando con la chiusura della prigione di Guantanamo Bay, il simbolo della nuova lotta al terrorismo iniziato dall'amministrazione Bush in spregio alle regole e ai principi del diritto internazionale. In quest'ambito è difficile capire quale sarà la posizione dell'Italia, dal momento che negli ultimi 8 anni è stata fedele acriticamente a tutto quanto deciso dall'amico George.
Certo più chiarezza sarebbe necessaria riguardo al rapimento dell'imam Abu Omar da parte della CIA con l'aiuto dei nostri servizi segreti secondo la logica delle renditions, detenzioni illegali con torture annesse. Nel processo che è in corso a Milano i diretti interessati fanno uso del segreto di Stato per evitare di rispondere alle domande dei PM.
Quelle di Obama sono per adesso solo proposte e promesse da campagna elettorale. Bisogna attenderlo al varco, dal momento che Bush junior non poteva consegnarli il Paese in condizioni peggiori, sotto tutti i punti di vista.
Quello di Berlusconi purtroppo è già stato fatto, e non è il massimo della vita. E dimostra, dati alla mano, come non esistano due concezioni più opposte di fare politica.
alla prossima, ilbaglio
Stufo di sentire frasi buttate al vento senza uno straccio di motivazione plausibile, andiamo a vedere se un'affermazione del genere può stare in piedi.
Innanzitutto l'aspetto anagrafico: il nostro presidente ha la bellezza di 72 anni e, sebbene non sia un dinosauro della politica come Veltroni, è già in campo dalla bellezza di 14 anni. Obama di anni ne ha 47 e ha giurato da senatore federale nel 2005. Da noi sarebbe improbabile che un novellino della politica, anagraficamente parlando, possa ambire ad arrivare alla Presidenza del Consiglio.
L'ingresso di Berlusconi in politica ha coinciso con la nascita dell'era delle cosiddette leggi ad personam, cioè delle leggi che hanno influito favorevolmente sugli interessi personali del premier, specialmente quelli giudiziari, dal momento che i processi a cui è stato sottposto il Cavaliere sono 17, 5 ancora in in corso e 12 conclusi (solo 3 assoluzioni nel merito, di cui 2 con formula dubitativa, 2 processi sono finiti con l'assoluzione perché il fatto non costituisce più reato, dal momento che l'imputato se lo è depenalizzato, 2 amnistie e 5 prescrizioni, per attenuanti generiche e per riduzione dei tempi di prescrizione che i sui berluscloni hanno approvato per legge).
Obama non è stato imputato in nessun processo, forse in America hanno l'abitudine di non candidare alla carica più alta gente coinvolta in processi e poi garantirgli l'impunità. Sembrerebbe un pelo sconveniente.
A ciò aggiungiamo che il premier nostrano ha il controllo di 5 delle 7 principali reti televisive nazionali: 3 sono sue (mediaset), rai1 e rai2, almeno per l'informazione, sono ampiamente sbilanciati a favore del governo, come ha affermato l'Agcom qualche settimana fa.
Obama, da quando è in politica, ha adottato provvedimenti che vanno a favore delle classi sociali più disagiate. Da senatore dell'Illinois Obama aiutò a realizzare degli sgravi fiscali sul reddito per favorire le famiglie a basso reddito, lavorò su una legge che aiutava i residenti che non si potevano permettere un'assicurazione sanitaria, e aiutò a promuovere leggi per aumentare la prevenzione dell'AIDS e programmi di assistenza. Inoltre, grazie all'esperienza per essere stato avvocato a difesa dei diritti civili a Chicago, creò una legge che obbliga tutt'ora la polizia a registrare gli interrogatori nei confronti di criminali punibili con la pena di morte, e ha favorito una legge che richiede alle assicurazioni di coprire le mammografie di routine.
Al Senato federale il suo primo disegno di legge è stata la "Legge per l'aumento delle borse di studio universitarie Pell", mantenendo una promessa elettorale (strana abitudine...), aumentando l'ammontare massimo di borse di studio "Pell Grant" per aiutare studenti di famiglie a basso reddito a pagare le rette universitarie. Obama svolse un ruolo attivo nello sforzo del Senato per migliorare la sicurezza dei confini e le riforme sull'immigrazione, sulla riduzione delle armi di distruzione di massa, tra cui anche le armi convenzionali e ha invocato, durante la 110° legislatura, la fine di "ogni pratica che faccia pensare ad un cittadino ragionevole che un politico deve qualcosa ad un lobbista" ( uno che fa affari). Proprio come il nostro...
La differenza diventa ancora più evidente se andiamo ad analizzare i punti principali del programma di Obama in confronto con quanto fatto dal il premier italiano fino ad adesso.
Per affrontare la crisi economica Obama propone sgravi fiscali alle famiglie con redditi bassi (sotto i 75.000 dollari l'anno), l'aumento delle tasse per chi ne percepisce più di 250.000 e la creazione di un fondo d'investimento di 50 miliardi di dollari per rimettere in marcia l'economia e salvare dalla disoccupazione più di un milione di americani. Incentivi alle imprese che assumono ed esenzione della tasse per i pensionati con redditi più bassi. L'obiettivo finale sarebbe quello di un programma di recupero del salario sociale e garantire l'assistenza sanitaria a tappeto, in un Paese da sempre legato alle assicurazioni private a discapito della gente più povera.
Berlusconi, dopo gli aiuti alle banche insieme al resto dell'UE, per fronteggiare la crisi finanziaria invitava i risparmiatori a non vendere nessuna azione e anzi investire i propri risparmi in aziende sane, tra cui Medaset, che è sua. Dopo aver sempre rifiutato l'intervento dello Stato nell'economia come residuo bolscevico, non ha avuto problemi a fare marcia indietro di fronte allo sfacelo dell'economia di mercato. Nessuna misura sarà presa, per ora, a favore delle famiglie, come ha confermato ieri, per ora solo aiuti minimi alle piccole e medie imprese, relativamente al pagamento dell'Iva. In compenso taglia pesantemente l'istruzione pubblica di ogni ordine e grado.
Dal punto di vista ambientale, Obama riconosce la centralità dell'ambiente, come priorità assoluta e non come variabile dipendente dall'economia. Prevede l'accelerazione dei negoziati multilaterali per il 'dopo Kyoto', per una politica globale, che coinvolga tutti i Paesi, per prevenire per quanto possibile i cambiamenti climatici.
Dal punto di vista delle politiche energetiche, Obama promette un taglio delle emissioni di anidride carbonica dell'80 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990 e una veloce uscita dalla dipendenza del petrolio. Tutto ciò grazie al cambiamento del paradigma energetico che non rinuncerà al nucleare, ma darà priorità alle energie rinnovabili.
Il governo italiano attuale ha creato un mezzo caso diplomatico nel rifiutare l'accordo già preso a Marzo in ambito UE, che ha preso la siglia 20-20-20, ovvero il raggiungimento del 20 per cento della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20 per cento dell'efficienza e un taglio del 20 per cento nelle emissioni di anidride carbonica. Traguardi da raggiungere tutti entro la data del 2020. Questo perchè penalizzerebbe troppo le imprese italiane, mettendosi però dalla parte dei paesi del'Est Europa, che pur di crescere economicamente sono disposti a metere in second piano l'ambiente. Il che a mio modo di vedere è abbastanza significativo rispetto allo stato di salute dell'economia italiana. Il caso si è creato perché l'Italia avrebbe fornito cifre false rispetto ai costi per giustificare questa scelta.
Inoltre la settimana passata ha visto prendere le prime decisioni, ancora embrionali, relativamente al ritorno del nucleare civile, anche se non ci sono adeguate garanzie di sicurezza e di smaltimento adeguato delle scorie, calpestano il referendum del 1987 con i quale il popolo itlaliano si dichiarava contrari alla presenza di centrali nucleari sul suo territorio.
Sempre relativamente al'ambiente, Berlusconi ha detto che le grandi infrastrutture, tipo il Corridoio5 per la TAV, verrano realizzate anche con la forza, a scapito sia dell'ambiente sia di chi protesta contro l'inutilità di queste grandi opere.
Altre sfide di Obama riguardano la politica estera, nella quale è previsto il progressivo disimpegno dall'Iraq e l'impiego di ulteriori forze in Afghanistan, coniugando la sicurezza con i rispetto dei diritti umani, sia negli USA che all'estero. Cominciando con la chiusura della prigione di Guantanamo Bay, il simbolo della nuova lotta al terrorismo iniziato dall'amministrazione Bush in spregio alle regole e ai principi del diritto internazionale. In quest'ambito è difficile capire quale sarà la posizione dell'Italia, dal momento che negli ultimi 8 anni è stata fedele acriticamente a tutto quanto deciso dall'amico George.
Certo più chiarezza sarebbe necessaria riguardo al rapimento dell'imam Abu Omar da parte della CIA con l'aiuto dei nostri servizi segreti secondo la logica delle renditions, detenzioni illegali con torture annesse. Nel processo che è in corso a Milano i diretti interessati fanno uso del segreto di Stato per evitare di rispondere alle domande dei PM.
Quelle di Obama sono per adesso solo proposte e promesse da campagna elettorale. Bisogna attenderlo al varco, dal momento che Bush junior non poteva consegnarli il Paese in condizioni peggiori, sotto tutti i punti di vista.
Quello di Berlusconi purtroppo è già stato fatto, e non è il massimo della vita. E dimostra, dati alla mano, come non esistano due concezioni più opposte di fare politica.
alla prossima, ilbaglio




Nessun commento:
Posta un commento