
Abbiamo ancora negli occhi le immagini dell'altra notte di Chicago, riempita dalle parole di uomo che può avere sul serio la possibilità e le potenzialità per cambiare il mondo, per come lo conosciamo, per come qualcuno lo ha ridotto.
A neanche 24 ore di distanza ci pensa il provincialismo della nostra realtà a farci tornare con i piedi per terra. Il paese dove tutto è possibile, per adesso, restano gli Stati Uniti. Noi siamo in Italia, in un Italietta per la precisione.
Da noi imperversano, e purtroppo imperverseranno a lungo, personaggi come Gasparri, che per commentare la vittoria del senatore afroamericano non ha trovato di meglio che dire: "Ora Al-Queda sarà più contenta". Nemmo McCain si era mai permesso di dire una roba del genere in campagna elettorale, e sì che oltre oceano picchiano giù duro...
Oppure, nell'elogio peloso al vincitore, il provincialismo di esponenti di centro destra e centrosinistra a volersi issare sul carro del vincitore raggiunge estremi da mancafiato. Come se la vittoria fosse anche un po' loro. Basta leggersi quali siano le proposte e le idee, fin'ora solo sulla carta, che Obama intende prendere in considerazione per affrontare la crisi economica, per fronteggiare le emergenze internazionali; basta vedere il nuovo corso che vuole dare alla politica interna e sociale del suo Paese, nei campi dell'assistenza sanitaria e dell'energia, del nuovo impegno a combattere il terrorismo internazionale (...), promuovendo però i diritti umani come una questione di civiltà su cui non transigere. Basta dare una sola occhiata a tuto questo per rendersi conto di come un uomo di 46 anno sia il Presidente della nazione più potente al mondo, mentre qua imperversa gente con 20 anni di più che non sa fare altro che dire idiozie.
E poteva mancare l'Unto del Signore? Ovviamente no. Ieri la prima battutina è stato dire: "Io sono più anziano, saprò dargli consigli...". Come se ne avesse bisogno. Pochi minuti fa la gaffe, se così vogliamo chiamarla, è stata ancora più clamorosa. Mentre parlava con il neo presidente russo Medvedev, che giusto ieri ha promesso ferro e fuoco nel suo discorso di insediamento per far capire che aria tira, ha pensato bene di dire: "Obama è bello, giovane e abbronzato... Per forza andrà d'accordo con il Presidente (russo)". Più tardi il Berlusca è tornato sulle sue parole, definendole una "carineria assoluta". "Se scendono in campo gli imbecilli- è sbottato-siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli. Come si fa a prendere un grande complimento come un giudizio negativo? Ma che vadano a..."
Dio ci salvi da lui.
alla prossima, ilbaglio
Da noi imperversano, e purtroppo imperverseranno a lungo, personaggi come Gasparri, che per commentare la vittoria del senatore afroamericano non ha trovato di meglio che dire: "Ora Al-Queda sarà più contenta". Nemmo McCain si era mai permesso di dire una roba del genere in campagna elettorale, e sì che oltre oceano picchiano giù duro...
Oppure, nell'elogio peloso al vincitore, il provincialismo di esponenti di centro destra e centrosinistra a volersi issare sul carro del vincitore raggiunge estremi da mancafiato. Come se la vittoria fosse anche un po' loro. Basta leggersi quali siano le proposte e le idee, fin'ora solo sulla carta, che Obama intende prendere in considerazione per affrontare la crisi economica, per fronteggiare le emergenze internazionali; basta vedere il nuovo corso che vuole dare alla politica interna e sociale del suo Paese, nei campi dell'assistenza sanitaria e dell'energia, del nuovo impegno a combattere il terrorismo internazionale (...), promuovendo però i diritti umani come una questione di civiltà su cui non transigere. Basta dare una sola occhiata a tuto questo per rendersi conto di come un uomo di 46 anno sia il Presidente della nazione più potente al mondo, mentre qua imperversa gente con 20 anni di più che non sa fare altro che dire idiozie.
E poteva mancare l'Unto del Signore? Ovviamente no. Ieri la prima battutina è stato dire: "Io sono più anziano, saprò dargli consigli...". Come se ne avesse bisogno. Pochi minuti fa la gaffe, se così vogliamo chiamarla, è stata ancora più clamorosa. Mentre parlava con il neo presidente russo Medvedev, che giusto ieri ha promesso ferro e fuoco nel suo discorso di insediamento per far capire che aria tira, ha pensato bene di dire: "Obama è bello, giovane e abbronzato... Per forza andrà d'accordo con il Presidente (russo)". Più tardi il Berlusca è tornato sulle sue parole, definendole una "carineria assoluta". "Se scendono in campo gli imbecilli- è sbottato-siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli. Come si fa a prendere un grande complimento come un giudizio negativo? Ma che vadano a..."
Dio ci salvi da lui.
alla prossima, ilbaglio




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