sabato 8 novembre 2008

Ma a chi sta parlando?...


Ho dato spazio sul blog al racconto delle cariche di ieri non tanto perché ritengo questi scontri di gravità rilevante: sono stato parecchio in piazza e so che queste non sono altro che scaramucce da mettere in conto quando ci sono manifestazioni così partecipate. Quello che ho voluto sottolineare è la differenza che c'è stata tra cronaca da parte dei media principali, che hanno parlato di feriti tra gli agenti (si saran picchiati tra di loro...) e fitto lancio di oggetti, e la cronca di quello che una giornalista sul campo ha avuto modo di vedere e provare sulla propia pelle. Confermata tra l'altro da immagini e filmati.
Questa premessa è necessaria perché pare che invece qualcuno sia assetato di scontri e non veda l'ora che tutto si finisca nella violenza cieca.
Sto parlando del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che oltretutto siede come senatore a vita tra gli scranni di Palazzo Madama. Dall'alto della sua esperienza da Ministro dell'Interno negli anni più bui e misteriosi nel nostro Paese, con episodi tipo il rapimento e l'omicidio di Moro, l'omicidio di Giorgiana Masi da parte della Polizia durante scontri di piazza e le stragi di Stato (solo per citarne alcuni), due settimane fa si era permesso, richiesto da non si sa chi, di dare dei 'consigli' all'attuale Ministero dell'Interno: li invitava, come aveva fatto lui in passato, ad imbottire le manifestazioni pacifiche di infiltrati pronti a tutto ( stile g8 di genova per intenderci, per fare in modo di provocare incidenti e legittimare la repressione 'nel sangue' e tra sirene di ambulanze da parte delle FdO.
Il tutto parte da un delirio mentale, dovuta alla senilità, secondo cui queste manifestazioni sarebbero il germe per la nascita di un nuovo terrorismo rosso, dal momento che "le BR erano nate dal' 68 e dalle Università, non certo dalle fabbriche." Non essendosi reso conto che sono solo passati 40 anni e la gente non scende più in piazza con la P38 in mano, l'emerito Coglione non si è fermato qua. Dopo aver glorificato in aula, tra le altre, il glorioso Reparto Celere di Padova (uno dei più sanzionati per i ripetuti abusi e violenza gratuite...), oggi ci regala una nuova perla.
Rivestendo i panni dello stratega che aveva contribuito a fomentare la teoria, poi tradotta in pratica, degli opposti estremismi e della strategia della tensione, scrive una 'lettera aperta' al capo della Polizia Antonio Manganelli, specificando ulteriormente i concetti già espressi nella purtroppo famosa intervista al Quotidiano nazionale.
Secondo lui "un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti". E' stato un errore fare cariche di alleggerimento contro gli studenti in questi giorni (vedi stazione Piramide), anzi, "in pratica si tratta di disporre che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita". La conseguenza di ciò sarebbe infondere nella gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivescovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi. Ultimo passo del delirio: "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti".

L'ultima volta che Cossiga l'ha sparata, puntuali ci sono stati gli scontri di Piazza Navona con fascisti armati di tutto punto e quasi nullo intervento della polizia: scontri che, come sappiamo, hanno occupato le pagine dei giornali e dei telegiornali. Ora addirittura, per combattere l'emergere dell'eversione rossa, il senatore INVITA qualcuno a SPARARE dai cortei, dal momento che nessuno studente al giorno d'oggi si sognerebbe mai di portarsi dietro un'arma e di usarla. Il senatore inoltre INVITA qualcuno a danneggiare strutture della Chiesa, per provocare ulteriormente la paura della gente, aggiungendo anche minacce nei confronti di un giornale. Per finire SI AUGURA che negli incidenti così attentamente provocati RIMANGA UCCISO QUALCUNO, di modo da scatenare in tutte le sue forze la repressione dello Stato.
Quello che io, schifato e incazzato, mi chiedo è: a chi ti stai rivolgendo, sen. Cossiga? E soprattutto, chi stai invitando a nozze?

Oltre a chi parla troppo e lancia consigli inquietanti per una democrazia, c'è chi non parla proprio. La Gelmini infatti oggi si è degnata di rispondere positivamente ad un invito per partecipare ad un Convengo a Saremo organizzato da Confidustria. La condizione: che nessun giornalista fosse presente in sala, che nessuno le rivolgesse le domande. Forse si è stufata di ripetere che 'non capisce' chi protesta. Beata ignoranza.

alla prossima, ilbaglio

Nessun commento: